Da un certo punto in avanti non c’è più modo di tornare indietro. E’ quello il punto al quale si deve arrivare. (Franz Kafka)

Da un certo punto in avanti non c’è più modo di tornare indietro. E’ quello il punto al quale si deve arrivare. (Franz Kafka)

Tutti noi abbiamo i nostri limiti. Crediamo di non poter fare una certa cosa, magari con la scusa di non averla mai fatta o di non essere capaci, ma nella maggior parte dei casi sono dei limiti che ci siamo auto imposti, senza una vera e propria motivazione e senza prove che affermino veramente la nostra incapacità.

Anche tu, figlia mia, arriverai un giorno ad un punto in cui crederai di avere questi limiti, per cui ti porrai obiettivi il più possibile entro di essi.

Ricordati che però quasi tutte le limitazioni che crediamo di avere, non sono dettate da effettiva incapacità o limitazioni fisiche e mentali, ma più che altro è il nostro cervello che crede di essere limitato e di non poter raggiungere un obiettivo ambizioso.

E’ questo il senso della frase di oggi, del celeberrimo scrittore boemo Franz Kafka: devi (im)porti degli obiettivi molto grandi ed ambiziosi (anche se non totalmente impossibili da realizzare), in modo da arrivare molto vicina al “punto di non ritorno” segnato dal limite che ti sei auto imposta, e quindi superarlo.

Una volta fatto ciò, vedrai che non riuscirai più a tornare indietro, perché ti sarai convinta di non avere più quel limite, e anzi sposterai l’asticella un po’ più in là, in modo da avere un nuovo limite ed un nuovo obiettivo da raggiungere.

Quindi, dovrai trattare quello che credi sia un tuo limite come se fosse un tuo obiettivo da raggiungere ed eventualmente superare, ed in questo modo avrai la strada spianata per fare praticamente qualunque cosa tu vorrai.

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L’invidia è una terribile fonte di infelicità per moltissima gente. (Bertrand Russell)

L’invidia è una terribile fonte di infelicità per moltissima gente. (Bertrand Russell)

L’invidia è una brutta bestia, e lo dicevano già gli antichi. Infatti le persone invidiose si rodono dentro, stanno male, sono tristi per il successo e la felicità degli altri, magari dicendo che non se lo meritano, o che sono stati solo fortunati.

Tu cerca di non essere mai invidiosa degli altri.

Primo perché non ne hai alcun motivo: se ci pensi bene, hai dentro di te tutte le risorse e tutte le capacità per raggiungere qualunque obiettivo, quindi non devi provare invidia per le persone di successo oppure che occupano posizioni di grande potere e prestigio.

E in secondo luogo perché l’invidia porta all’infelicità. Il filosofo britannico Bertrand Russell affermò che l’invidia è una fonte di infelicità per moltissima gente. E in effetti aveva pienamente ragione, e questa massima è valida ancora oggi.

Infatti l’invidia porta le persone a star male, ad essere piene di rancore. Tutto ciò poi può ulteriormente degenerare nella critica verso gli altri o ancora peggio, alle ingiurie e agli insulti. Ovviamente chi prova questi sentimenti non può certo essere felice, anzi.

E, per il fatto che una persona vede il mondo in base a come si sente dentro di sé, un invidioso vedrà solo invidia, rancore e grande infelicità negli occhi degli altri, quindi vivrà in un modo veramente pessimo.

Perciò, figlia mia, in tutta la tua vita cerca di lasciare l’invidia al di fuori di te e del tuo mondo, e piuttosto prova sentimenti di ammirazione, di lode e di incoraggiamento nei confronti degli altri, e vedrai che vivrai sempre in un mondo migliore, perché anche le persone che ti circondano proveranno gli stessi sentimenti nei tuoi confronti.

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Se vogliamo cambiare il mondo, dobbiamo cominciare a cambiare per primi noi stessi. (Dalai Lama)

Se vogliamo cambiare il mondo, dobbiamo cominciare a cambiare per primi noi stessi. (Dalai Lama)

Tutti vogliono cambiare il mondo, almeno a parole. Tutti vorrebbero una società più giusta, più equa, con una migliore ridistribuzione delle ricchezze, lavoro per tutti e tante altre cose. Insomma, un’utopia.

Il fatto è che il mondo non può essere così facilmente cambiato, almeno da una singola persona. E’ già difficile per gruppi o organizzazioni molto grandi, figuriamoci per il singolo!

Invece, è molto più semplice, e dà anche ottimi risultati in questo senso, il cercare di cambiare te stessa.

Infatti le tue credenze, convinzioni, valori, che sono maturati dalla tua vita e dalle tue esperienze passate, sono le lenti attraverso le quali vedi il mondo esterno.

Cambiando queste lenti cambia anche quello che percepisci del mondo al di fuori di te. Un po’ come quando hai gli occhiali sporchi oppure appannati, ed hai una visione confusa e distorta del mondo reale: nel momento in cui pulisci le lenti, torni a vedere le cose esattamente come stanno.

Ed in più, il tuo cervello è abilissimo a focalizzare la sua concentrazione su quello a cui pensi per la maggior parte del tempo.

Tanto per farti un esempio, se tu in un certo momento hai dei pensieri distruttivi e a base di odio, intorno a te vedrai solo persone che si odiano e si disprezzano a vicenda. Al contrario, se i tuoi pensieri sono di amore, vedrai per lo più persone buone che si amano e si rispettano.

Quindi, figlia mia, un piccolo passo, molto semplice, che puoi fare anche tu per rendere il mondo migliore, è quello di rendere migliore te stessa, innanzi tutto. Vedrai che migliorando e rendendo più positivi i tuoi pensieri e le tue convinzioni, anche l’immagine del mondo esterno che percepisci nella tua mente sarà notevolmente migliorata.

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Il denaro deve servire e non governare! (Papa Francesco)

Il denaro deve servire e non governare! (Papa Francesco)

Nei secoli il denaro è stato sempre demonizzato, perché gli uomini hanno fatto di tutto per possederne sempre di più. Addirittura il riformatore Martin Lutero lo definì “sterco del demonio”!

In effetti la ricerca spasmodica di denaro, ricchezza e potere ha sempre spinto gli esseri umani alle azioni più turpi e crudeli nei confronti dei loro simili.

Tutto questo perché il denaro, da mezzo di scambio di beni e servizi, è diventato un fine, e in questo modo ha perso la propria anima ed è stato snaturato delle sue proprie finalità.

Infatti, il denaro, data la sua natura di mero mezzo di scambio, non dovrebbe essere posseduto in grandi quantità, ma dovrebbe continuamente girare ed essere investito e reinvestito in varie attività. Altrimenti, una persona crederà di possederlo, ma in realtà sarà il denaro a possedere lei, a comandarla e tirare fuori tutto il peggio di essa stessa.

Invece, salvo quello che occorre per la sopravvivenza e la sussistenza, e magari qualcosina in più da parte per togliersi qualche sfizio, o concedersi qualche piccolo lusso, il denaro deve essere utilizzato per acquistare oggetti o servizi, oppure investito in attività che producano ricchezza e benessere, per sé, ma soprattutto per le altre persone. Oppure, ancora meglio, una parte deve essere devoluta in beneficenza. Questi sono i veri scopi della moneta.

Tanto che lo stesso buon Papa Francesco ha detto recentemente questa frase, affermando che il denaro deve servire, quindi essere utilizzato in attività produttrici di benessere, e non governare, come fa nei forzieri di coloro che lo accumulano in grande quantità senza farne nulla (se non togliersi inutili e costosi lussi).

Quindi, figlia mia, se e quando avrai fra le tue mani ingenti quantità di denaro, ricordati di non metterlo chiuso in cassaforte, ma di farlo girare ed investirlo, perché questa è la sua natura: così facendo vedrai che realizzerai te stessa ed otterrai anche un grande benessere per te e per gli altri.

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Gli uomini si dividono in due categorie: quelli che pensano e quelli che lasciano che siano gli altri a pensare. (Fabrizio De André)

Gli uomini si dividono in due categorie: quelli che pensano e quelli che lasciano che siano gli altri a pensare. (Fabrizio De André)

E come potevamo farci mancare una frase di un leggendario cantante, anche se più di un cantante si tratta di un poeta che ha caratterizzato la musica italiana nella seconda metà del Novecento?

Fabrizio De André, in questa meravigliosa citazione, ci dice che le persone si dividono in due: quelle che pensano e quelle che lasciano che siano gli altri a pensare. Aggiungo io che le prime sono in netta minoranza rispetto alle seconde.

Infatti sono ben poche le persone che utilizzano la loro testa per pensare e realizzare qualcosa di buono per sé stessi o per gli altri. Tutti gli altri si dilettano a perdere tempo parlando di calcio, motori o gossip, lasciando che qualcun altro si occupi anche di loro.

Tempo fa lessi la frase: “Se non realizzi il tuo sogno, qualcun altro ti assumerà per realizzare il suo”, che dice in pratica la stessa cosa. Pochi individui hanno sogni ed obiettivi da raggiungere, aiutati nel loro compito dalla massa di persone che sogni ed obiettivi preferiscono non averne, o che li hanno barattati con lo stipendio alla fine del mese.

Un’altra frase che riassume lo stesso concetto è questa: “Ci sono tre tipi di persone: quelli che fanno accadere le cose, quelli che guardano accadere le cose, e quelli che si stupiscono di ciò che accade”. In questo caso, le categorie di persone sono addirittura tre: oltre a quelli che realizzano i propri sogni e quelli che li aiutano (“quelli che guardano” in questo caso), c’è anche un’ultima categoria, la peggiore fra tutte, di coloro che addirittura si stupiscono che ci ciano persone di successo che riescono a raggiungere gli obiettivi che si sono prefissati.

In sintesi, figlia mia, fa’ sempre in modo di far parte della prima categoria di persone, la migliore: quelli che pensano con la propria testa, e si fissano e raggiungono importanti obiettivi.

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