Il monaco che vendette la sua Ferrari

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Il monaco che vendette la sua Ferrari

Non è mai una scelta semplice mollare tutto e cambiare completamente vita, specialmente se si conduce un certo stile di vita, molto “eccessivo”, a meno che non intervenga un grande evento a causare questo cambiamento.

È questo che ha portato Julian Mantle, affermatissimo professionista americano, a mollare tutto, andare nel Tibet e diventare un monaco, un insegnante e maestro spirituale con l’obiettivo di salvare l’umanità.

Egli era un avvocato che lavorava (almeno) 18 ore al giorno, ricchissimo, proprietario di una fiammante Ferrari, che però per raggiungere il successo e la fama ha completamente dimenticato di prendersi cura di sé stesso, del suo corpo, del suo spirito, degli affetti, dei familiari e degli amici più cari.

Ed ecco che improvvisamente un attacco di cuore lo colpisce, proprio in tribunale durante un processo, sotto gli occhi di tutti i presenti, ma soprattutto del suo collaboratore ed amico più stretto.

E allora, uscito dall’ospedale, decide che è ora di cambiare stile di vita: lascia il lavoro, addirittura vende la Ferrari, simbolo supremo della sua potenza e del suo prestigio, e intraprende un viaggio, più spirituale che “fisico” di diversi anni in Tibet.

Questo è l’inizio della storia di Julian, protagonista del libro “Il monaco che vendette la sua Ferrari“. Al suo ritorno è un uomo completamente nuovo, che sembra più giovane di 20 anni rispetto a prima, tanto che il suo caro amico, quando gli si presenta davanti, non lo riconosce.

E proprio al suo amico, in una sola notte, riassume tutto quello che ha imparato in questi anni a stretto contatto con i monaci tibetani. In sostanza è un percorso, fatto da 7 importanti passi, ciascuno dei quali dedicato a sviluppare una virtù “spirituale” al fine di realizzare se stesso e il proprio spirito.

Queste 7 virtù sono state riassunte in un breve ma bellissimo racconto metaforico:

Sei seduto nel mezzo di uno splendido giardino, lussureggiante e ricchissimo dei fiori più colorati che abbia mai visto. L’ambiente è magicamente tranquillo e silenzioso. Assapora i piaceri sensuali di questo paradiso, sentiti come se avessi tutto il tempo del mondo per goderne. Se ti guardi intorno, vedrai che al centro del giardino incantato si eleva un faro rosso, alto sei piani. Improvvisamente il silenzio è rotto da un cigolio, e la porta alla base del faro si apre. Ne esce barcollando un lottatore giapponese di sumo, alto quasi tre metri e pesante quattro quintali che, quasi distrattamente, si dirige al centro del giardino. […] Il lottatore di sumo è nudo! O meglio… non completamente. Ha una cordicella di filo rosa che gli nasconde le vergogne. Il lottatore incomincia a girare per il giardino, trova un cronometro d’oro luccicante dimenticato lì da qualcuno molti anni prima. Vi scivola sopra e cade a terra con un tonfo formidabile. Il lottatore sviene e rimane disteso, immobile e in silenzio. Proprio quando pensi che sia morto, il lottatore si risveglia, forse animato dalla fragranza di qualche fresca rosa gialla sbocciata nelle vicinanze. Recuperata l’energia, il lottatore scatta in piedi, e guarda istintivamente alla sua sinistra. Quello che vede lo sbalordisce.

Attraverso i cespugli, sul limitare del giardino, nota un lungo sentiero tortuoso, dove sfolgorano milioni di diamanti. Come spinto da un impulso irresistibile il lottatore si incammina lungo il sentiero, che conduce diritto alla via della gioia eterna e alla beatitudine imperitura.

E le 7 virtù, che sono difficili da intuire mentre leggi la storia, sono le seguenti:

  1. Controlla la mente (Il giardino meraviglioso)
  2. Persegui il tuo scopo (Il faro)
  3. Pratica il kaizen (Il lottatore di sumo), inteso come miglioramento personale continuo
  4. Sviluppa l’autodisciplina (La molla)
  5. Rispetta il tuo tempo (Il cronometro)
  6. Aiuta disinteressatamente gli altri (Le rose)
  7. Vivi il presente (Il sentiero di diamanti)

Il monaco che vendette la sua Ferrari“, scritto da Robin S. Sharma, è un bel romanzo di formazione, dallo stile chiaro e scorrevole (l’ho letto in poco più di un pomeriggio) e ricco di spunti di riflessione che ognuno di noi dovrebbe fare suoi.

Prima di salutarti, ti riporto una citazione, fra le tante che vi sono nel libro, ma che io considero la più bella: “Non sempre la vita ti dà quello che le chiedi, ma ti dà sempre quello di cui hai bisogno“.

Buona lettura!

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