Gli uomini si dividono in due categorie: quelli che pensano e quelli che lasciano che siano gli altri a pensare. (Fabrizio De André)

Gli uomini si dividono in due categorie: quelli che pensano e quelli che lasciano che siano gli altri a pensare. (Fabrizio De André)

E come potevamo farci mancare una frase di un leggendario cantante, anche se più di un cantante si tratta di un poeta che ha caratterizzato la musica italiana nella seconda metà del Novecento?

Fabrizio De André, in questa meravigliosa citazione, ci dice che le persone si dividono in due: quelle che pensano e quelle che lasciano che siano gli altri a pensare. Aggiungo io che le prime sono in netta minoranza rispetto alle seconde.

Infatti sono ben poche le persone che utilizzano la loro testa per pensare e realizzare qualcosa di buono per sé stessi o per gli altri. Tutti gli altri si dilettano a perdere tempo parlando di calcio, motori o gossip, lasciando che qualcun altro si occupi anche di loro.

Tempo fa lessi la frase: “Se non realizzi il tuo sogno, qualcun altro ti assumerà per realizzare il suo”, che dice in pratica la stessa cosa. Pochi individui hanno sogni ed obiettivi da raggiungere, aiutati nel loro compito dalla massa di persone che sogni ed obiettivi preferiscono non averne, o che li hanno barattati con lo stipendio alla fine del mese.

Un’altra frase che riassume lo stesso concetto è questa: “Ci sono tre tipi di persone: quelli che fanno accadere le cose, quelli che guardano accadere le cose, e quelli che si stupiscono di ciò che accade”. In questo caso, le categorie di persone sono addirittura tre: oltre a quelli che realizzano i propri sogni e quelli che li aiutano (“quelli che guardano” in questo caso), c’è anche un’ultima categoria, la peggiore fra tutte, di coloro che addirittura si stupiscono che ci ciano persone di successo che riescono a raggiungere gli obiettivi che si sono prefissati.

In sintesi, figlia mia, fa’ sempre in modo di far parte della prima categoria di persone, la migliore: quelli che pensano con la propria testa, e si fissano e raggiungono importanti obiettivi.

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Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza. (Benjamin Franklin)

Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza. (Benjamin Franklin)

La libertà è di grande importanza, perché un uomo non libero è necessariamente schiavo di un altro uomo o di un’istituzione umana. Essere libero non vuol dire solo avere libertà di parola, o di religione, o di opinioni politiche (cose che oggi sono presenti più o meno in tutti gli stati democratici… forse), ma avere libertà “totale”. Ossia, non doversi alzare la mattina dicendo “oggi devo…”.

Anche la sicurezza è molto importante: al giorno d’oggi siamo molto più sicuri rispetto alle popolazioni primitive. Abbiamo case, vestiti, assistenza sanitaria, vaccini, e tante altre cose che centinaia di anni fa non esistevano, e che ci innalzano notevolmente il tenore di vita. Sicurezza è anche il poter restare sempre all’interno della propria zona di comfort, dove ci si sente sempre sicuri e protetti, anche se non vi sono possibilità di crescita.

E’ facile intuire che entrambe le cose non si possono avere, ad alti livelli, contemporaneamente. Perciò se si vuole più libertà, bisogna rinunciare ad un po’ di sicurezza e, viceversa, se si vuole più sicurezza, bisogna rinunciare ad un po’ di libertà.

Ma cosa è più importante tra le due, la libertà o la sicurezza? La risposta è… dipende!

Dipende dalla persona in questione, perché ognuno di noi ha la propria scala di valori, e sulla base di quella decide se essere più libero o più sicuro.

Benjamin Franklin doveva essere decisamente a favore della libertà, se andiamo a leggere la frase che ha pronunciato. Certo, forse all’epoca in cui la pronunciò, alla fine del Settecento, gli uomini avevano molte meno libertà di oggi (infatti egli fu uno tra i fondatori di uno dei primi stati democratici al mondo), e anche meno sicurezza.

Comunque egli condannava fortemente coloro che rinunciavano alle loro libertà in cambio di una “temporanea” sicurezza. Al giorno d’oggi si potrebbe pensare che una persona rinunci ad 8-10 ore di libertà personale per avere un lavoro come dipendente, ed in cambio potersi pagare la casa e tutti i comfort per sé e la propria famiglia.

Fatte salve le opinioni personali di ciascuno, figlia mia, ti auguro di avere la grande intelligenza di riuscire a trovare un giusto compromesso tra le due cose, in modo da godere di ampia libertà, ma di essere al tempo stesso al sicuro per tutta la tua vita!

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Ogni dollaro vale un dollaro e sei centesimi per un uomo intelligente. (Ezra Pound)

Ogni dollaro vale un dollaro e sei centesimi per un uomo intelligente. (Ezra Pound)

Un uomo (o una donna) intelligente ha un grande dono: quello di riuscire a far “magicamente” fruttare ogni cosa che gli si dia in mano. Questo è il senso della frase di oggi, del poeta e scrittore americano Ezra Pound, che si occupò anche di economia.

Infatti, l’intelligenza delle persone consiste proprio nel trovare modi nuovi ed alternativi a quelli tradizionali per creare denaro (in questo caso) o altro, dal nulla.

In particolare, nella frase, Pound dice che un dollaro in mano ad una persona intelligente potrebbe valere un dollaro e sei centesimi: a conti fatti, con un guadagno del 6%, che non è male, considerando gli attuali tassi di interesse che danno le banche!

Comunque questa era una virtù apprezzata fin dall’antichità, vedi la “Parabola dei talenti”, narrata da Gesù Cristo, che parla di un uomo che, dovendo partire per un viaggio, affidò i suoi beni ai suoi servi. In particolare, al primo servo affidò cinque talenti, al secondo due e al terzo un solo talento. I primi due, investendo opportunamente la somma ricevuta, riuscirono a raddoppiarne l’importo; il terzo invece andò a nascondere il talento ricevuto, sotterrandolo, per paura di perderlo con un investimento sbagliato. Quando il padrone tornò, apprezzò l’operato dei primi due servi e condannò, invece, il comportamento dell’ultimo.

Quindi, qualunque cosa ti venga affidata, soldi, beni o altro, cerca sempre di usare al meglio la tua intelligenza per farli fruttare al massimo ed avere una buona resa da essi.

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Sognare, dopo tutto, è una forma di pianificazione. (Gloria Steinem)

Sognare, dopo tutto, è una forma di pianificazione. (Gloria Steinem)

Per riuscire a realizzare tutti i tuoi obiettivi devi avere una buona pianificazione: devi stabilire per bene un termine entro cui pensi che lo raggiungerai, dei criteri misurabili che ti dicano se e quando lo avrai raggiunto, cercare tutte le risorse, sia materiali che immateriali, che pensi che ti serviranno per il tuo proposito, ed eventualmente suddividere l’obiettivo in tanti sotto-obiettivi più piccoli e facili da raggiungere (ognuno di essi pianificato come il principale).

Come non c’è differenza tra un obiettivo e un sogno (alla fine anche i sogni, se sono alla tua portata, sono degli obiettivi che vuoi raggiungere), come dice l’attivista americana Gloria Steinem, anche il sogno è una forma di pianificazione.

Ovviamente qui non si parla dei sogni che fai di notte mentre sei addormentata, ma dei sogni ad occhi aperti, che fai di giorno, da sveglia.

Infatti, in uno di questi sogni, che possiamo immaginare come una forma di visualizzazione, tu vedi te stessa che hai già raggiunto l’obiettivo che ti sei prefissata, quindi ti immagini di avere già affrontato le prove che ti servono per raggiungerlo e hai ben in mente tutto quello che ti occorre.

Poi, devi ricordare che il fatto di visualizzarti col tuo obiettivo già raggiunto ti dà una grandissima motivazione ed il tuo cervello è influenzato positivamente da questa visualizzazione. Infatti, è ben noto che il cervello non riesce a distinguere una situazione realmente vissuta da una solamente immaginata, per cui per esso un sogno equivale ad una realtà. Perciò, se hai buone capacità di visualizzazione, tutti i sogni che farai influenzeranno positivamente sia te che la tua mente, spianandoti la strada per il raggiungimento dei tuoi obiettivi.

Nella realtà, non solo nella tua mente!

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Più facciamo progetti, meno li realizziamo. (Roberto Gervaso)

Più facciamo progetti, meno li realizziamo. (Roberto Gervaso)

L’aforisma di oggi, del giornalista e scrittore Roberto Gervaso, è molto breve, come la maggior parte degli aforismi. E si riferisce al fatto che più fai progetti, meno ne realizzi.

Sembra in contraddizione con quello che ti ho sempre detto di avere tanti obiettivi, ma in realtà occorre fare la precisazione che, pur avendo tanti obiettivi e progetti, devi concentrarti su uno solo per volta, massimo due.

Infatti, se cerchi di raggiungere dieci obiettivi contemporaneamente, di sicuro non ne raggiungerai neppure uno, perché le tue energie, anziché essere tutte concentrate in una sola direzione, si disperdono in dieci direzioni diverse.

Inoltre, il tuo cervello funziona bene solo se è concentrato in una o due sole cose per volta, perché se deve seguire tante cose insieme va in tilt e si confonde facilmente, dovendo passare da un progetto ad un altro, potenzialmente anche molto diverso dal primo.

Perciò il segreto è quello di farti una lista di tutti i tuoi obiettivi, con le regole di cui ti ho sempre parlato, e classificarli in ordine da quello più importante (o urgente) a scendere: in questo modo potrai avere un elenco delle tue priorità che potrai facilmente seguire, e sicuramente raggiungerai tutti i tuoi obiettivi, uno dopo l’altro.

L’importante è non avere fretta, poniti delle date limite e dei termini con cui potrai valutare il raggiungimento di ogni tuo obiettivo, e, se è troppo lungo o complesso, cerca di suddividerlo in sotto-obiettivi minori, più semplici o veloci da ottenere.

In sintesi, cara figlia mia, se vuoi raggiungere tutti i tuoi obiettivi, non potrai mai farlo se decidi di raggiungerli tutti contemporaneamente, ma concentrarti solo su uno o due, quelli che reputi più importanti per te in quel momento, altrimenti non riuscirai a concluderne neppure uno solo di essi.

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